Chiesa di Santa Maria d'Episcopio

Per gli abitanti di Scalea è la "Chiesa di sopra", il suo campanile svetta sulla cima del centro storico. La Chiesa di Santa Maria d'Episcopio fu costruita per volontà dei monaci Basiliani nel VIII secolo, fu anche sede episcopale o almeno dei corepiscopi, gli ausiliari dei vescovi; infatti nei pressi della chiesa si trova un edificio signorile con pseudo loggiato normanno indicato proprio come il "Palazzo del Vescovo". La chiesa fu ampliata nel periodo di dominazione normanna, come testimonia il finestrone absidale, e affidata ai Benedettini di Cava dei Tirreni che la possedettero dal 1149 al 1152. Nel 1554 subì il saccheggio da parte dei saraceni di Dragut. Nei secoli XVIII e XIX furono apportati altri rifacimenti sostanziali alle strutture della chiesa. Al suo interno sono ancora oggi custodite diverse statue lignee di arte meridionale, la tela dell'"Annunciazione" attribuita alla scuola di Solimena e la tela seicentesca della "Circoncisione" di Paolo de Matteis. Sul lato destro si apre la cappella marmorea in cui è conservata la statua della Beata Vergine del Carmelo, protettrice della città; la Madonna del Carmine, vestita alla carmelitana, con una corona d'oro sul capo ed un manto stellato, troneggia nella nicchia sovrastante i gradini dell’altare ad intarsio policromo di arte napoletana del settecento.

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