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Gerardo Iannella
LE SPIAGGE DI SCALEA

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SCALEA OGGI

Scalea è una delle città più antiche dell'alto tirreno cosentino, erede della città greco-lucana Laos e della romana Lavinium, è nata alla fine del IX secolo, intorno ai monasteri dei monaci basiliani, arrivati dalla Sicilia. E' stata per lungo tempo un borgo di contadini e pescatori, con il boom turistico negli anni '80 sono nate strutture ricettive e complessi residenziali: oggi Scalea è una delle località più frequentate della Riviera dei Cedri e conta più di 11.000 residenti.

clicca per ingrandirlaChi sceglie Scalea per le vacanze estive è sicuramente amante del mare: la scogliera che va da Capo Scalea all'Ajnella è ricca di grotte e piccole baie, gli otto chilometri di spiaggia che si estendono dall'Ajnella verso Cirella sono interrotti solo da un imponente scoglio, su cui sorge la Torre Talao, simbolo della città. Dopo una giornata trascorsa in spiaggia ci si può rilassare con una bella passeggiata immersi nel verde della Villa Comunale, adiacente al lungomare, o percorrendo la chilometrica pista ciclabile, che inizia di fronte il Palazzo di Citta'. La piccola isola pedonale è impreziosita dal busto bronzeo dell'illustre filosofo scaleoto Gregorio Caloprese.

La patrona di Scalea, che si festeggia ogni anno il 15 e 16 luglio, è la Madonna del Carmine, la statua è conservata nella Chiesa di Santa Maria d'Episcopio, nel cuore del centro storico. Altri solenni festeggiamenti sono quelli del 7 e 8 Settembre per la Madonna del Lauro, la statua è nell'omonima chiesa, distante pochi metri dall'isola pedonale. Dalla terrazza panoramica di Torre Talao si possono ammirare i due volti della città: la Scalea moderna, sviluppatasi a margine della lunga spiaggia, e la Scalea antica, arroccata sul promontorio a dominare tutta la costa; un tempo il vecchio borgo era protetto da una cinta muraria con quattro porte d’accesso.

clicca per ingrandirlaLa visita di Scalea antica inizia dalla Porta della Marina, ai piedi del Centro Storico, in Piazza Padre Pio, dove si trova la casa del filosofo Caloprese, che qui insegnò al poeta Pietro Metastasio la filosofia del Cartesio, come ricorda la lapide sulla facciata esterna. Dalla Porta della Marina si attraversa il primo di una serie di "supporti", brevi gallerie che hanno come pareti i muri delle case e come volta delle travi di legno che "supportano" la casa sovrastante.

La semioscurità del supporto viene interrotta a destra da una grande luce: è la loggia con vista sul mare antistante la Chiesa di San Nicola in Plateis [1]. I supporti creano dei particolari giochi di luce, tratti oscuri si alternano a tratti illuminati, in cui si possono ammirare diversi portali in pietra scolpita. Questo primo tratto a scalini termina su un largo, Piazza Maggiore De Palma, da cui si gode uno splendido panorama dominato al centro dalla Torre Talao; sul lato sinistro l'ingresso al Palazzo dei Principi [2], sede della Biblioteca Comunale.

clicca per ingrandirlaSi prosegue salendo la suggestiva scalinata di Via Cesare de Bonis, le alzate dei gradini si fanno più alte, si arriva a Largo Cimalonga, dov'è l'omonima Torre Cimalonga [3], che ospita l'Antiquarium, ed un piccolo museo antropologico, La Saletta. Riprendendo il tratto a gradini passiamo sotto un lungo supporto dove c'è un’edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine, la cui statua è conservata nella Chiesa di Santa Maria d'Episcopio [4], in Largo Santa Maria, che raggiungeremo dopo un'altra serie di strette scalinate.

Tante le case abbandonate lungo il percorso, ma non sono poche quelle ristrutturate ed abitate, i muri segnati dal tempo oggi sono "illuminati" da vasi colmi di coloratissimi geranei. Da Largo Santa Maria una serie di rampe di gradini a scendere porta alla Chiesetta dello Spedale [5], se invece si prosegue a salire si raggiunge la parte più alta del Centro Storico, dove sono visibili, ma non visitabili, i resti dell'antico Castello Normanno [6].


clicca per ingrandirlaSan Nicola in Plateis
Costruita probabilmente su una cappella bizantina, fu ampliata ed aperta al culto nel XIV secolo. Dietro l'altare maggiore vi è un'imponente dipinto ad olio, del XVII secolo, raffigurante la Madonna del Carmine tra San Nicola e San Carlo Borromeo. Da una scaletta, a destra dell'ingresso, si scende nella Cripta dell'Addolorata: tipica dell'architettura bizantina è la volta a crociera, una lapide ricorda la sepoltura del filosofo scaleota Gregorio Caloprese. Dalla porta laterale, incorniciata da un portale rinascimentale in pietra scolpita, si accede alla Cappella di Santa Caterina, fatta costruire dalla nobile famiglia dei Romano nel XIV secolo, in seguito adibita a cappella funeraria con il sarcofago di Ademaro Romano, ammiraglio della flotta Angioina e consigliere regio; qui è custodita anche una pala d'altare raffigurante Sant'Antonio da Padova.

clicca per ingrandirlaPalazzo dei Principi
Fu costruito nel XIII secolo per volontà della famiglia di nobili Romano, probabilmente su una torre di difesa ad una delle porte di accesso al borgo. Fu dimora dei diversi feudatari che si alternarono negli anni, dai Sanseverino ai Caracciolo, gli ultimi furono gli Spinelli con cui il palazzo visse un periodo di splendore culturale, ospitando illustri personaggi come il filosofo Gregorio Caloprese, il letterato Giovanni Vincenzo Gravina ed il poeta Pietro Metastasio. Di quel periodo sono ancora visibili dei preziosi affreschi sul soffitto del salone principale; oggi il palazzo è di proprietà del Comune ed ospita la Biblioteca Comunale.

Torre Talao
clicca per ingrandirlaE' il simbolo di Scalea, lo scoglio su cui si erge era un'isolotto le cui grotte furono abitate dall'uomo nella Preistoria, un fenomeno d'insabbiamento l'ha trasformata lentamente in una penisola, oggi è parte integrante del territorio. Fu costruita nel XVI secolo, sotto il regno di Carlo V, e con altre 336 torri costituiva un sistema di avvistamento lungo tutta la costa per difendersi dalle incursioni dei turchi: la Torre Talao era collegata visivamente a nord con la Torre Dino, su Capo Scalea, e a sud con la Torre di Cirella, sull'omonima isola. Nel corso degli anni sono nate credenze e leggende, come l'esistenza di un passaggio segreto sotterraneo che collega la torre al castello, e che davanti a questo scoglio navigò Enea ed Ulisse. Dalla cima della torre si gode di un panorama mozzafiato, che va dalla scogliera dell'Ajnella alla lunghissima spiaggia che si estende fino all'isola di Cirella.
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Torre Cimalonga
Costruita nel XV secolo, periodo del dominio aragonese, a difesa di una delle quattro porte d'accesso al borgo, ospitava guardie armate e cannoni. Oggi è sede dell'Antiquarium, museo archeologico dove sono esposti anche dei reperti provenienti dal vicino Parco Archelogico di Laos.

clicca per ingrandirlaChiesa di Santa Maria d'Episcopio
Nata per volontà dei monaci Basiliani nel VIII secolo, fu ampliata nel periodo di dominazione normanna, come testimonia il finestrone absidale. E’ conosciuta anche come Chiesa della Madonna del Carmine, la patrona di Scalea. Custodisce diverse sculture lignee, la tela dell'"Annunciazione" attribuita alla scuola di Solimena e la tela della "Circoncisione" di Paolo de Matteis. Al lato superiore destro c'è la cappella in cui è conservata la statua della Madonna del Carmine, vestita alla carmelitana, ha una corona sul capo ed un manto stellato, con il braccio sinistro sorregge il bambin Gesù. Altra testimonianza del periodo normanno è ben visibile sulla parte esterna del palazzo di fronte la chiesa, su cui vi è uno pseudo loggiato ad archi intrecciati scolpito a rilievo.

Chiesetta dello Spedale
Era parte integrante del monastero di San Nicola, fondato dai monaci basiliani durante il periodo bizantino, restano solo pochi ruderi nei quali sono conservati degli affreschi bizantini, in uno è raffigurato San Nicola. Secondo la tradizione alla fine della monarchia borbonica la chiesa fu trasformata in ospedale per offrire cure ed assistenza, da cui il nome di Chiesetta dello Spedale.

clicca per ingrandirlaCastello Normanno
Costruito nell' XI secolo dai Normanni, sui resti di una rocca longobarda, fu restaurato in epoche diverse, prima dagli dagli Svevi, poi dagli Angioini ed infine dagli Aragonesi. Da fortezza militare divenne una residenza signorile che però fu lentamente abbandonata dai nobili che si trasferirono nel Palazzo dei Principi; fu definitivamente abbandonato nel XVIII. Nel castello fu firmato l'accordo tra i fratelli Altavilla con il quale si divisero i territori calabresi; nel XIII secolo qui nacque Ruggiero di Lauria, ammiraglio della flotta aragonese.

clicca per ingrandirlaTorre di Giuda
Era la torre di guardia del castello, oggi c'è solo un rudere che svetta sui tetti delle case vacanza alla Petrosa, nella zona del Faro. Il nome è legato ad una delle tante incursioni saracene, in particolare a quella in cui il guardiano traditore non segnalò l'imminente sbarco dei Saraceni che saccheggiarono violentemente Scalea, tra i numerosi morti anche il giovane principe Francesco Spinelli.

 

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