| ITINERARI MONTANI di Antonio Pappaterra
Percorrendo le strade dell'entroterra, a pochi chilometri da Scalea, ci si trova direttamente nella dorsale dei monti dell'Orsomarso, territorio del Parco Nazionale del Pollino che, con un estensione di circa 196.000 ettari, comprende la dorsale appenninica meridionale tra Basilicata e Calabria, sviluppandosi dal Tirreno allo Ionio.
Formazioni rocciose che dal livello del mare arrivano a quote superiori ai 2000 metri; fasce di vegetazione ed ecosistemi che variano dalla macchia mediterranea ai piani di alta quota dove svetta il Pino Loricato (simbolo del Parco); corsi d'acqua caratterizzati da gole e vallate di grande valore paesaggistico.
Visitando il Parco Nazionale del Pollino si può scoprire una natura insolita e per molti aspetti ancora selvaggia e godere di una vacanza all'insegna della bellezza paesaggistica e del piacere del tempo ritrovato. Ci sono tanti modi per farlo: il classico trekking, le rilassanti passeggiate a cavallo e le suggestive escursioni alla guida di potenti quad o a bordo di jeep.
Orsomarso – La Valle del Fiume Argentino
Da Scalea bisogna percorrere tutta via Tommaso Campanella, lato stazione, e seguire le indicazioni per Orsomarso, superata la località San Angelo c'è l'incrocio per Orsomarso.
Dopo 15 km di percorso ci si accorge di essere completamente immersi nel cuore verde della montagna, all'improvviso si sente lo scroscio dell'acqua pura del fiume Argentino e si vede la cima rupestre dell'Armi Lungo, un gigante di roccia che si innalza maestoso per 60 metri dividendo l'abitato dalla natura più incontaminata.
Oltrepassando questa zona si entra nell'area della Valle del fiume Argentino, seminascosta fra alte rocce di natura carsica e boschi di macchia mediterranea in cui spiccano i Pini Loricati.
Il fiume Argentino è un corso d'acqua che nasce dai Piani di Novacco e scende a valle in direzione ovest attraversando suggestive gole con strapiombi straordinari e una valle incontaminata ricca di pregevoli specie vegetali per una lunghezza di 18,5 Km.
Sulle sponde è presente un sentiero fra faggi ed ontani vegetanti fra speroni rocciosi rivestiti di felci e licheni. Il territorio è popolato dal Lupo e dal Capriolo, quest'ultimo rappresenta l'unico superstite autoctono della famiglia dei cervidi in tutto il Pollino.
Papasidero – Valle del fiume Lao
Da Scalea, percorrendo la provinciale S.P. 3 (ex S.S. 504) per circa venti chilometri arriviamo a Papasidero.
La Riserva Naturale Orientata Statale Valle del fiume Lao interessa l'alveo fluviale omonimo con bosco misto di latifoglie; occupa un'area di 5.200 ettari circa nel comune di Papasidero; costituisce anche una Zona di Protezione Speciale degli uccelli selvatici.
Il fiume Lao nasce con il nome Mercure sul versante occidentale del gruppo montuoso del Pollino, in Basilicata, a circa 1.600 di quota. Dopo un lungo percorso sotterraneo le sue acque limpide affiorano in superficie nel territorio del comune di Viggianello e scorrono in una valle dalla bellezza straordinaria e di grande interesse naturalistico e storico.
Il Lao attraversa i paesi di Laino Borgo, Laino Castello, Papasidero e Orsomarso dove si congiunge con il Fiume Argentino per sfociare infine nel mar Tirreno.
Nella Riserva si trovano formazioni boschive di notevole interesse e varietà, dalla macchia mediterranea alla faggeta. La fauna presente nell'area risulta di particolare pregio.
Lungo il Percorso fiuviale, attraverso il centro storico di Papasidero, è possibile ammirare una delle chiese rupestri più affascinanti del meridione: La chiesa della Madonna di Costantinopoli che conserva un affresco di epoca bizantina, raffigurante la Madonna Odigitria.
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