SCALEA > COSA VISITARE
Dal libro "Scalea primo incontro" di Antonio Cotrone (edizioni Salviati - Milano).
Scalea antica è un bellissimo borgo medioevale. Nel visitarlo ci offre, anche oggi, un primo messaggio di pace e ci porge una visione dolce e carezzevole con le sue casette semplici e grezze, gli angusti vicoli, le gradinate in pietra viva e le scale scoscese fatte di altissimi gradini.
I sottoportici (suppuorti), con i loro archi, servono a rafforzare la staticità dei muri, anch'essi di pietra. Su di essi appaiono timidamente, tra il muschio che testimonia l'antico, accenni di semplici linee architettoniche che allietano i nostri occhi, desiderosi di godere le immagini di un mondo senza presunzioni, che non va mai al di fuori della misura dell'uomo che lo vive.
Queste immagini sono inquadrate in una cornice fatta di un cielo limpidissimo e azzurro e di un mare blu, segnato da lunghi striscioni a volte più chiari a volte più scuri: sono le correnti marine che, come fiumi, scorrono in superficie e sul fondo e che nella nostra denominazione marinaresca prendono i nomi di 'a rema e 'u cursu.
Una visione che si compiace spesso di abbellirsi all'orizzonte e sui monti circostanti di nuvole allungate dalle alte e benefiche correnti di aria salubre. Completano e adornano questa visione incantevole la imponente catena montuosa e le verdi colline circostanti.
Torre Talao ('a Turra i mare).
A circa 500 metri dalla punta dell'Ajnella verso sud vi è, ormai completamente all'asciutto, quello che era un isolotto, sul quale si erge maestosa una costruzione a forma di tronco di piramide che è appunto la Torre Talao. I lavori per la sua costruzione furono ordinati da Pedro di Toledo nel 1573. Don Pedro era allora viceré di Napoli, sotto il regno di Carlo V. Questo posto di avvistamento e difesa faceva parte di un complesso di 337 torri erette lungo la costa contro le scorrerie e le piraterie di varia provenienza. Fra la Torre e il Castello pare vi fosse un passaggio sotterraneo segreto. Nella conoscenza storica della zona vengono privilegiati la presenza e l'influsso dei greci e dei romani. È importante constatare che, proprio dai reperti rinvenuti nelle grotte dello scoglio di Torre Talao, le stesse furono abitate dagli ominidi di Neanderthal, tipo umano appartenente a una stirpe estinta (Paleontropi) risalente a oltre 100.000 anni fa.
Il Castello.
Fu costruito dai Normanni, che nell'XI secolo vennero investiti dal Papa del compito di "rivedere" l'ordine civile ed ecclesiastico instaurato dai bizantini. I Normanni costruirono questa fortezza e con essa segnarono il loro dominio sui numerosi feudi della zona circostante. Oggi il vecchio potente maniero è ormai ridotto a un agglomerato di ruderi, ma ciò non toglie al visitatore le vicende del suo passato, con personaggi come Roberto il Guiscardo e suo fratello Ruggiero, e Guglielmo Braccio di ferro, padre dei due. Fu Ruggiero che combatté e vinse i bizantini ricostituendo gli ordinamenti della Chiesa. Il Castello divenne una fortezza vera e propria due secoli dopo, quando la dominazione angioina prevaricò quella sveva che aveva, a sua volta, estromesso quella normanna. Un personaggio di grande interesse nella storia del Castello, e in quella del mare, è stato Ruggiero di Lauria, nato appunto in questo maniero nel 1245. La madre era l'istitutrice di Costanza di Svevia, moglie di re Pietro d'Aragona. A soli trentotto anni questo piccolo e povero barone di Calabria divenne Ammiraglio. Dagli storici navali fu definito secondo solo ad Andrea Doria.
Napoleone.
Il tratto della vecchia Strada Statale 18, che sale verso nord e attraversa l'altura della punta Jiditala con una curva a semicerchio, prende il nome di "girone". Sotto il pendio sud di questo tratto di strada vi è lo scoglio di Napoleone, il cui nome deriva dal fatto che, osservandolo nella direzione est-ovest, si può scorgere, non senza meraviglia, il profilo del famoso condottiero con la feluca leggermente inclinata sulla fronte. Napuliuno è un amico che si incontra spesso e la zona è meta di piacevoli e salutari passeggiate. La vecchia strada che incomincia lì a salire, proprio sul girone, ci offre volentieri una piacevole sosta: una terrazza panoramica dalla quale si domina tutta la costa, dall'isola di Cirella a Capo Palinuro.
Cimalonga ('u Carcere)
E' una località in altura (cimo) appena sottostante la zona del Castello. Si tratta di uno spiazzo di forma allungata (fango) ed è molto probabile che siano state queste sue caratteristiche a determinarne la denominazione. Sul lato sud dello spiazzo gli aragonesi costruirono una torre circolare a difesa di una delle quattro porte del paese. Vi è poi quella della marina, dalla quale si accede al lungo sottoportico che va alla chiesa di San Nicola, chiamato 'u supporto 'a marina, a quella ubicata al Palazzo dei Principi nei pressi dell'attuale piazza De Palma ('a chiazza) e l'ultima al Castello presso il largo 'u chiuppo. La torre circolare, fortezza eretta a difesa nel XV secolo, per vari decenni è stata adibita a luogo di detenzione: 'u carcere.
L'Ospedale.
Antico convento del secolo IX dove si trovano, in vari strati sovrapposti, alcuni affreschi bizantini scoperti negli ultimi decenni. È ubicato nelle adiacenze della chiesa di Santa Maria d'Episcopio. Il nome deriva dal fatto che nel convento, durante un'epidemia, i pellegrini che ospitava, oltre a vitto e alloggio, trovavano cure e assistenza. Particolarmente durante le crociate, ebbe un periodo di intensa attività. È costruita sulla vallata proprio di fronte alla collina del faro e all'altipiano "La Petrosa".
La Torre di Giuda ('a Turra 'i Juda)
Il suo nome alle origini era 'a Turra d'a scalicella. Fu in seguito a un evento importante, di cui parleremo, che gli venne attribuito il nome 'a Turra 'i Juda. Ubicata a nord-ovest dell'abitato su una roccia, vi si accedeva dalla scalicella, una sequenza di gradini ricavati sulla roccia stessa. Nella torre si svolgevano turni di guardia che assicuravano la vigilanza del mare. Ogni movimento sospetto veniva comunicato al Castello a mezzo di segnali convenzionali che si inviavano dalla specola, la parte più alta della costruzione. Difatti speculo è la traduzione latina di "osservatorio". Tutti sappiamo che nella tradizione cristiana Giuda è sinonimo di traditore. La torre è legata a questo nome da eventi che ci riportano voci di popolo. Ferdinando I aveva infatti perseguitato all'inizio del XVI secolo gli ebrei ai quali, tempo prima, era stato concesso di riparare in Calabria da Federico II. Un altro evento che si ritiene più accreditato è legato al tradimento perpetrato da una vedetta della torre di guardia. D'intesa con i turchi, comandati da Amurat Rais, egli non segnalò al Castello gli evidenti segni di un imminente sbarco nemico. Gli invasori saraceni commisero razzie di ogni specie e l'operazione fu grandemente facilitata da questo infame atto. In quella occasione il popolo, preso di sorpresa, non poté che esercitare una difesa improvvisata e subì gravissime perdite. Vi trovò la morte anche il giovane principe Francesco Spinelli, che guidava la difesa, mentre stava soccorrendo un soldato ferito. Si narra infine che il popolo riuscì a catturare il traditore, che venne impiccato. |